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L'intervista della settimana: Luca Barbarossa

La giornata non era sicuramente delle migliori, ma quando la persona che hai di fronte è onesta, schietta, piacevole, dimentichi anche la strada che devi fare, dopo l'intervista, sotto una pioggia battente! Luca Barbarossa ha ancora il volto del ragazzo che nell '81 esordì a Sanremo, e sembra incredibile che alle spalle ci siano già 20 di carriera, una carriera che sicuramente ha conosciuto alti e bassi, ma che ha saputo difendersi dal passare del tempo e dal rincorrersi delle mode!

D: Ciao Luca, intanto come stai.

Luca: Benissimo grazie, sono in partenza (e sorride felice).

D: Per lavoro?

Luca: No, continuo le mie vacanze ma in montagna. A me non resta che invidiarlo!

D: Parliamo invece di lavoro, cosa stai facendo in questo periodo?

Luca: Bella questa………cosa sto facendo………sto facendo come sempre un disco nuovo, sto curando da alcuni mesi un progetto di raccolta, con delle canzoni nuove, con delle canzoni inedite e con alcune canzoni del mio repertorio che invece saranno rivisitate, con nuovi arrangiamenti, ricantate, altre lasciate in versione integrale ed altre ancora prese da concerti dal vivo! E' una specie di raccolta antologica!!!

D: Antologica………però è un termine impegnativo.

Luca: Ridendo e scherzando sono ormai vent'anni; ho iniziato a Sanremo nell'81 con "Roma spogliata", siamo all'inizio del 2001 e alle soglie del nuovo Sanremo e quindi si, sono davvero vent'anni precisi!

D: Quindi anche la scelta delle canzoni dev'essere stata difficile, quali sono quelle a cui sei più legato.

Luca: Ma io ho un grande rispetto per ciò che sceglie e che ha scelto il pubblico, nel senso che non appartengo a quella categoria di artisti che rinnegano i propri successi perché le canzoni che uno scrive, quando poi sono ascoltate, cantate, non ti appartengono più completamente. Quindi devi in qualche modo rendertene conto; ci sono senz'altro canzoni che il pubblico ha dimostrato già di gradire nei concerti o nell'acquisto dei dischi e quindi da "V.Margutta" a " L'amore rubato", "Yuppies", brani che comunque si sono sentiti di più, a "Portami a ballare" che ha vinto il festival ed è stata una canzone di successo. E poi oltre a tanti altri brani, c'è l'ultima produzione "Musica e parole"( per me tra l'altro il mio album migliore ma anche quello che ha venduto di meno) e quindi ci sarà il duetto con Tina Arena. E proprio ieri ho ricevuto una bella sorpresa, una raccolta di tutte le canzoni che lei ha fatto negli ultimi tempi, compresi i duetti con Donna Summer e con me.

D: E quando avremo il piacere di ascoltare il tuo ultimo lavoro?

Luca: I termini precisi dell'uscita ancora non li sappiamo, ma sicuramente in questo 2001.

D: Prima hai accennato al fatto che "Musica e parole" abbia venduto poco ma in effetti bisogna riconoscere che i cd hanno prezzi eccessivi per i giovani e i meno giovani.

Luca: Io sono d'accordo con te nel senso che ritengo che un cd costi davvero troppo; bisognerebbe fare qualcosa, c'è un immobilismo politico, voluto dalle multinazionali. Secondo me comprare un album non dovrebbe essere un problema per un ragazzo; parlo di ragazzi perché è vero che la musica è per tutti, ma in linea di massima sono i fruitori maggiori e quelli che hanno più difficoltà nell'acquisto. Oggi infatti c'è un problema di scelta: un giovane deve decidere quale cd comprare, non se ne può comprare dieci, ne deve scegliere uno; se esci da un negozio di musica e ti sei voluto minimamente aggiornare sulle ultime uscite discografiche interessanti, ti ritrovi ad aver speso almeno mezzo milione. Ed è davvero un'esagerazione.

D: Quest'anno eviti il tormentone Sanremo.

Luca: Devo dire che questo ultimo progetto sarebbe potuto passare per il festival, però come tu sai a Sanremo trionfano giochi che non si capiscono più molto bene. Ormai sono anche anni che la commissione sceglie dei pezzi che non vendono dischi, mi auguro che quest'anno ci sia un'inversione di tendenza; gli ultimi festival sono stati davvero disastrosi, nel senso che mai la discografia ha toccato livelli così bassi di vendita e forse avrebbero dovuto cambiare organizzazione; io sono del parere che i vincitori dovrebbero essere decretati dal pubblico, perché quando si vuole far vincere Sanremo attraverso le giurie di qualità, si rischia di fare una forzatura che non fa bene a chi lo vince e nemmeno alla discografia in generale. Alcune volte succede che non c'è attinenza fra quello che il mercato chiede e vuole e quello che gli viene offerto.

D: Parliamo invece di spazi musicali per i concerti, dove ti piacerebbe suonare?

Luca: Guarda a me piace suonare dappertutto; è vero che non abbiamo molti spazi per fare concerti in Italia, siamo spesso ospiti di strutture sportive o nel migliore dei casi, nei teatri di prosa dove però ci inseriamo nel giorno di riposo dello spettacolo che è un cartellone in quel momento, con l'ingombro delle scenografie che non vengono spostate, con le luci che non vengono toccate. Quello che esiste di bello ed è un discorso prettamente estivo, sono le aree di valore storico, archeologico, quindi le piazze o posti come la Valle dei Templi in Sicilia; mi piacerebbe fare una tournèe che mettesse in risalto le nostre bellezze naturali che sono davvero moltissime.

D: Se tu dovessi fare un resoconto, in questi vent'anni di carriera cosa è cambiato nella musica, sia in positivo che in negativo?

Luca: Su quest'argomento sono un po' combattuto, nel senso che trovo che in questi vent'anni ci sia stato un miglioramento dal punto di vista della qualità media dei prodotti discografici, trovo che ci siano molti giovani cantanti bravissimi, molti gruppi interessanti, forse il pericolo di questi anni è che l'utilizzo della tecnica dei computers, dell'hard disk recording, dell'elaborazione e di conseguenza del poco suonare, abbia omologato un pochino tutto. La sensazione è che sia tutto un grande minestrone, rispetto a quando io ho cominciato a suonare (parliamo della metà degli anni '70), mi sembra che non si riconoscano più molti generi, prima la differenza era più netta, più marcata; oggi c'è una continua rincorsa al prodotto che piace, che vende.

D: Grazie mille e con tanta invidia ti auguro buon viaggio (rido!!!)

Luca: Grazie e a te in bocca al lupo per tutto!

E' vero che il mondo discografico macina e produce fenomeni che dopo poco tempo spariscono nel dimenticatoio, ma in contrapposizione è bello constatare che il nostro panorama musicale è ancora ricco di cantautori, che nonostante abbiano alle spalle tanti anni di lavoro, continuano ad amare la musica nel senso assoluto del termine!

Deborah Cocco

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