L'intervista
della settimana: Pino Beccaria

L'appuntamento
con Pino Beccaria è all'interno di uno studio romano ed io arrivo,
come spesso mi succede, un po' in anticipo; ho modo di aggirarmi
tra strumenti, parlare con i ragazzi che lavorano insieme a
lui e l'atmosfera è rilassata, tranquilla. Passano i minuti
e Pino chiama dicendo che è in ritardo; la cosa mi preoccupa
visto che ho solo 20 minuti per poi scappare da un'altra parte.
Così, per passare il tempo, mi immagino chi avrò di fronte e
almeno nel mio caso mi aspetto di vedere un venntenne preso
di se, alquanto cambiato dopo il successo avuto con i Ragazzi
Italiani. Sbagliavo... arriva si con 15 minuti di ritardo, ma
davvero molto dispiaciuto per avermi fatto aspettare: di fronte
mi trovo un bel ragazzo, pacato, maturo, molto educato. Si siede
a fianco a me sul divano, sistema il mio registratore e sorridente
mi dice:
Pino:
scusa ancora tanto per il ritardo, l'Olimpica era completamente
bloccata.
D:
non ti
preoccupare, mi dispiace solo che dobbiamo fare le cose in fretta.
Pino:
come stai?
D : bene,
grazie. Allora, da dove vorresti cominciare, dal passato, presente
o futuro?
Pino:
non ne ho idea…
E
intanto mi offre un cioccolatino, sempre con il sorriso sul
volto.
D: Decido io, iniziamo dalla tua
esperienza con i Ragazzi Italiani.
Pino: che cosa vuoi sapere dei
Ragazzi Italiani?
D: come mai hai deciso di abbandonarli.
Pino: E' stata una scelta professionale
non condivisa e quindi il rapporto non è rimasto buono.
D: Peccato, no?
Pino:
siamo tutti maggiorenni e vaccinati.
D:
Non avresti potuto continuare con loro e intanto provare a fare
un disco da solo? Sai all'estero sono molti i gruppi che seguono
questa strada.
Pino: A me soprattutto l'ultimo
anno, non stavano più bene determinate cose, determinate persone
che lavoravano insieme a noi e io ho iniziato a non stare bene
con me stesso e così ad un certo punto ho detto, va bene, voi
da una parte ed io dall'altra; ho iniziato di nuovo da zero,
ho deciso di fare la mia musica e ci sono riuscito anche perché
ho trovato dei bravi professionisti, una persona che crede in
me, insomma ho ricreato tutta l'equipe ed ora sono di nuovo
in studio a lavorare. Insomma è andato tutto per il meglio.
D:
Parliamo del video di "Perso".
Pino:
Ti piace?
D:
Moltissimo, come mai avete scelto una città come Berlino per
girarlo?
Pino:
Ma guarda, all'inizio non mi piaceva anche perché io avevo
scritto tutta un'altra cosa e quindi c'è stato un po' di contrasto
con la casa discografica e anche mentre giravamo il video non
mi entusiasmava Berlino perché non riuscivo a capirla; quando
poi sono andato al montaggio e mi sono reso conto che è una
bella città, internazionale, sono rimasto entusiasta e l'idea
del doppio me che si aggira per le strade è mia. Poi comunque
mi sono reso conto che è una città di grande impatto, ricchissima
di contraddizioni, con una grande energia.
D: Anche la tua immagine, nel video,
è molto diversa. Sei cambiato tanto da quando hai iniziato.
Pino: Sai cosa c'è? Prima mi
divertivo e basta, entravo in studio per cantare i pezzi senza
neanche pensare a quello che cantavo e poi nella mia vita in
questi due anni sono cambiate tante cose; da un anno e mezzo
sono andato via di casa, è finita una lunga storia d'amore,
sono ritornato da dove venivo, insomma sono davvero cambiate
moltissime cose.
D:
La tua comunque è stata una scelta azzardata che ha portato
però degli ottimi risultati.
Pino: davvero ottimi e ora non
vedo l'ora di suonare, mi manca solo questo.
D:
appena finite le feste di Natale, partirete in tour?
Pino: Si, vogliamo andare a
suonare nelle scuole.
D:
come mai questa scelta?
Pino:
voglio far capire ai ragazzi che io sono esattamente come
loro, non sono quello che loro hanno sempre immaginato, prima
ero solo un ragazzo che voleva guadagnare dei soldi, divertirsi
e fare nuove esperienze; questo di adesso è Pino Beccaria, i
miei problemi sono gli stessi loro. Vorrei portare un po' di
musica, qualcosa che non ha nulla a che fare con le materie
scolastiche imposte e avere anche il contatto diretto con i
rappresentanti d'istituto; non devono essere i presidi a decidere,
bensì i ragazzi.
D:
ma questo esclude, clubs, locali o teatri?
Pino:
no, vorrei fare anche una piccola tournèe all'interno dei
locali, le due cose penso che andranno in parallelo.
D:
torniamo all'album "Fotosintesi", come lo definiresti?
Pino:
ma sai, questo è un disco di passaggio, è stato finito 7,
8 mesi fa ed io sto preparando altre cose, sto cercando nuovi
suoni, c'è di nuovo una Fotosintesi. Un cambiamento.
D: All'interno però ci sono anche
importanti collaborazioni, i Tiromancino e Riccardo Sinigallia.
Pino: all'inizio non ci eravamo
messi d'accordo poi ho ascoltato i loro pezzi mi sono piaciuti,
così abbiamo iniziato a lavorare insieme e loro alla fine hanno
prodotto tre brani per me.
D:
e quale sarà il prossimo singolo?
Pino:
sarà "Fragole buone buone"; è un pezzo che mi piace molto
sia per la tematica e sia per il mondo sonoro.
D: Mi sembra di capire che tutto
stia andando benissimo.
Pino: si sono davvero molto,
molto contento
D:
Ma non è andato tutto un po' troppo liscio?
Pino: Forse si, eh!!!
La
nostra chiacchierata è finita, recupero la mia borsa e la mia
giacca e sorridendo Pino mi accompagna alla porta mentre io
come una furia mi rimetto nel traffico cittadino.
Deborah
Cocco