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Le Interviste di NMI: Otto Ohm

Se il singolo "Crepuscolaria", uscito lo scorso inverno, li aveva proposti come la via 'melodica' al reggae nostrano, il loro nuovo hit "Amore al terzo piano", gettonatissimo negli airplay estivi, li ha lanciati definitivamente come una delle più piacevoli novità del panorama italiano. Stiamo parlando degli OTTO OHM, otto ragazzi innamorati del reggae e, più in generale, di tutta una serie di sonorità 'solari' che li svincola dalla semplice definizione di 'combo reggae', per portarli in una dimensione più pop. Dopo le rituali presentazioni e qualche foto, il gruppo capitanato da Andrea Leuzzi, detto 'Bove', inizia a rispondere alle nostre domande, per una intervista del tutto 'fuori dal comune'.

Rappresentati da quattro degli 8 elementi della formazione, Andrea, Stefano, Jolly Dread e Robert, gli Otto Ohm, schierati davanti alla scrivania in posizione 'tipo commissione d'esame', come loro stessi l'hanno definita, iniziano raccontandoci del loro esordio discografico:

"Il nostro album è nato in maniera insolita - afferma Andrea - l'abbiamo sviluppato in due anni lavorando per un anno intero in casa mia, registrando tutto su un vecchio 4 piste e successivamente mettendo a punto le idee in studio. La cosa curiosa è che , vista la scarsità dei mezzi tecnici a disposizione, per ottenere gli effetti che desideravamo abbiamo utilizzato delle tecniche non proprio ortodosse, stravolgendo spesso l'usuale funzionalità delle strumentazioni'

Ma prima degli Otto Ohm, cosa facevate?

Andrea: "Suonavamo tutti in altre formazioni, ad eccezione di Jolly, che faceva il DJ. Anzi, posso ben dire che la musica è stato il filo conduttore delle nostre amicizie"
Jolly: "Io non facevo il DJ vero e proprio. Diciamo che ero più un 'assembla dischi', ovvero mettevo i pezzi uno dietro l'altro. E' stato così che ho conosciuto Andrea. Lui veniva a sentirmi ed io andavo a vederlo suonare dal vivo"
Stefano: "La diversità delle influenze di ognuno di noi alla fine è risultata positiva, perché poi nel disco ognuno ha cercato di mettere del suo, e questo credo si senta abbastanza"

Infatti volevo proprio chiedervi questo. Il vostro primo lavoro, nonostante abbiate delle forti matrici reggae, riesce a spaziare anche attraverso altri generi ed inoltre, anche dal punto di vista dei testi, appare diviso in due fra la solarità di alcuni brani e l'impegno di altri...

Stefano: "E' tutto frutto dell'interazione che c'è fra di noi. C'era questa voglia di mescolare le nostre radici, così l'abbiamo messa in pratica"
Andrea: "Per ciò che riguarda i testi, la divisione fra le varie tematiche del disco non è stato qualcosa di voluto. Diciamo che, per noi, questo disco è un po' come il diario dei primi due anni, con tutti gli stati d'animo che puoi provare. Così ci sono momenti in cui sei più allegro ed altri in cui magari vuoi sfogarti delle tue incazzature"

In molti hanno azzardato un paragone fra voi ed un altro gruppo reggae italiano, i Reggae National Tickets.

Andrea: "Loro fanno un reggae più tradizionale rispetto al nostro. La nostra musica è il frutto dell'unione di otto personalità ben distinte ed, in ogni caso, rappresenta quello che siamo ora. In futuro chissà…"
Jolly: "Francamente non credo che avremmo potuto fare reggae allo stato puro, proprio per un discorso di provenienza. Noi veniamo da Roma e i nostri brani riflettono l'aria cosmopolita che si respira qui, per cui dentro puoi trovarci le cose più diverse, fermo restando che la matrice reggae c'è ed è anche piuttosto forte"
Stefano: "Una delle cose alle quali tenevamo di più era proprio quella di far uscire le cose in un certo modo, di mantenere certe atmosfere che si erano create lavorando a casa. Fortunatamente abbiamo anche trovato una produzione che ha subito capito cosa volevamo fare e ci ha aiutato a sviluppare tutto al meglio, senza alterare il senso dei pezzi"

Oltre al reggae, quale musica vi ha influenzato maggiormente?

Andrea: "Tutta. Sinceramente, la mia concezione di musica è piuttosto ampia. Ovviamente ogni cosa che ascolto risponde a dei miei canoni, ma in generale non faccio distinzioni di alcun tipo"

Progetti per il futuro?

Andrea: "Ora stiamo girando con il live. Poi dovremmo prendere parte anche ad altre cose, ma per saperne di più dovresti chiedere alla produzione"

A cura di Stefano Faina

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