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Categorie/D.O.C. Music

Le biografie di D.O.C. Music

DEVO

Domanda: siamo uomini? Risposta: no, siamo i Devo. Ecco il titolo del primo fenomenale album (prodotto da Brian Eno e Conny Plank) della band di Akron, Ohio, quasi un manifesto programmatico delle loro caratteristiche più salienti: originalità e genialità. A essere precisi prima ancora viene l’antologia "Be Stiff" ( Stiff 1978), in cui confluiscono alcuni rudimentali singoli autoprodotti, considerati dai fan più accaniti veri e propri capolavori di arte pop. La formazione dei Devo comprende inizialmente due fratelli Mothersbaugh (Bob, chitarra e voce; Mark, chitarra, sintetizzatore e voce), due Casale (Bob, chitarra, sintetizzatore e voce; Jerry, basso e voce) e Alan Myers alla batteria, sostituito nel 1988 da David Kendrick. Il loro stile, ricco di humour e non-sense, costituisce un capitolo a parte nella storia della musica e non solo, data la capacità della band di creare una vera e propria rivoluzione su più livelli (o de-evoluzione), come loro stessi amavano definire la loro avventura. L’assurdo film "In the beginning was the end/ The truth about De-evolution", gli innovativi video e i memorabili concerti contribuiscono alla leggenda dei Devo almeno quanto i brani più famosi ("Gut Feeling", "Mongoloid", "Girl u want", "Jocko Homo", "Whip it" sono solo alcune delle loro perle). I cinque ragazzi dell’Ohio pescano a piene mani nella tradizione del rock and roll classico (il blues elettronico di "Come Back Jonee" , dal primo lp) e rielaborano il tutto con sintetizzatori e suoni moderni; la loro bizzarra rilettura del passato in chiave tecno-pop (si veda la cover di "Satisfaction" degli Stones, che secondo la teoria della de-evoluzione sarebbe l’originale) e’ al tempo stesso suggestiva e emozionante. Il dramma dell’alienato mondo moderno, con le sue contraddizioni e le sue paure (la paranoia del conflitto nucleare) viene vissuto dai Devo con agghiacciante ironia; le loro danze indiavolate e ossessive descrivono con cinico realismo la vita frenetica dei nostri giorni. Il secondo album "Duty now for the future" (Warner Bros 1979) si conferma ai livelli del precedente, sia per la qualità dei singoli brani ("Devo corporate anthem", "Secret agent man") che per l’idea futurista e sarcastica che ne sta alla base; a conferma del loro stile unico esce nel 1980 una raccolta curata dalla Rhino dove si esibiscono alcuni tra i tanti imitatori ed estimatori della band. Negli anni ’80 i Devo producono una serie di album più che dignitosi; mancano l’impatto e la freschezza degli esordi, la proposta non è più innovativa e sorprendente come nei primi dischi ma la classe rimane immutata. "Freedom of choice" (Warner Bros 1980 ) vende un milione di copie grazie al successo del brano "Whip it", un elettrochoc di ritmo e suoni; seguono il vendutissimo "New Traditionalists" ( mai titolo fu appropriato per descrivere le caratteristiche di una band) , il robotico "Oh ,No! it’s Devo" e "Shout" che contiene una devastante cover di "Are you experienced?" ( rispettivamente 1981,1982,1984, tutti e tre prodotti dalla Warner Bros). Nel 1988 la grande delusione si chiama "Total Devo" ( Enigma), un album scontato e inutile (due aggettivi con cui la musica dei Devo non aveva mai dovuto fare i conti); il triste epilogo non scalfisce minimamente la grandezza dei nostri eroi, che per oltre un decennio hanno scosso il mondo della musica con un coctail di allegria, elettrorock e spettacolari trovate.    

DISCOGRAFIA CONSIGLIATA

"Be stiff": 8+ ; "Q.are we not men? A. no, we are Devo": 9 ; "Duty now for the future": 8,5

A cura di Stefano Biondi

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