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Categorie/D.O.C. Music

Le biografie di D.O.C. Music

JOY DIVISION

Non si esce vivi dalla new wave...

Dalle ceneri dei Warsaw nascono a Manchester nel 1977 i Joy Division che devono il loro nome ai gruppi di prostitute a disposizione dei soldati tedeschi che presiedevano i campi di concentramento; sin dalle prime apparizioni emerge la tendenza del gruppo a creare una musica suggestiva e ipnotica, lontana dai canoni del punk allora in voga.

Il primo album dei Joy Division, "Unknown Pleasures" (1979 Factory), segna profondamente le sorti della new wave piu' oscura immergendosi in atmosfere cupe, quasi immobili da cui emerge un canto visionario; a melodie isteriche e grezze ("She’s lost control") si alternano ballate marziali che ricordano i Velvet Underground tenebrosi di "All Tomorrow's Parties" (New Dawn fades).

La voce solenne e sospesa richiama fortemente Jim Morrison, mito del passato dall'esistenza tormentata, che cede a Curtis lo scettro di sciamano di una musica funerea, che si ripete ossessiva come la vita della civiltà industriale a cui appartiene.

Le composizioni sono comunque molto accessibili (uno dei ultimi singoli prodotti, "Love will tear us apart", è un classico della new-wave) e collocano il gruppo tra i maggiori esponenti della nuova onda, apprezzati sia dalla critica che dal pubblico il quale ritrova nelle liriche gelide e angosciose una descrizione semplice ma molto profonda del proprio travaglio interiore.

Il secondo e ultimo album ,"Closer" (1980 Factory), attenua la velocità d’esecuzione e lascia maggiore spazio alla meditazione, alla trance; una pacata freddezza attraversa i brani che vengono recitati dal cantante con rassegnazione ("Heart and soul", "Isolation"), generando un sentimento di epica depressione: è la consacrazione di uno stile che ha trovato il suo tenue e drammatico equilibrio.

Spesso indicati come profeti del dark, i Joy Division possono difficilmente essere inquadrati in un filone; la loro musica e' fuori da una collocazione spazio-temporale e sembra piuttosto evocare emozioni e tormenti che da sempre turbano l'uomo, e che porteranno il cantante a suicidarsi a soli 23 anni; quasi una morte annunciata per un culto che mai avra' fine e che ha lasciato alla storia canzoni stupende, in bilico tra crudezza e dolcezza (memorabile in questo senso è il singolo "Atmosphere").

I superstiti dei Joy Division danno vita ai New Order, gruppo orientato verso un techno-pop commerciale e danzabile, che in rare occasioni (ricordiamo il loro secondo album "Power Corruption an lies") è stato in grado di eguagliare le geniali e macabre intuizioni della band di Ian Curtis, giovane e sfortunato poeta del malessere della vita.

COMPONENTI:

Ian Curtis/ voce, Bernard Albrecht/chitarra, Peter Hook/basso, Steve Morris/ batteria

DISCOGRAFIA CONSIGLIATA:

" Unknown Pleaures": 8 (Factory 1979 GB); "Closer": 7,5 (Factory 1980 GB ); "Substance": 8 ( Factory 1988 GB, antologia)

A cura di Stefano Biondi

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