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Le biografie di D.O.C. Music

KILLING JOKE

Oltre venti anni prima che i Nine Inch Nails conquistassero il mondo musicale con le opprimenti ed elettroniche sonorità di "The Fragile" nascono in Inghilterra i Killing Joke, massimi ispiratori della danza dell'apocalisse di Trent Reznor; il gruppo è formato dall'oscuro cantante Jaz Coleman (nel 1982 si reca per un periodo ad attendere la fine del mondo in Islanda !!! ), da Paul Ferguson alla batteria, e da Geordie e Martin "Youth" Glover, rispettivamente chitarra e basso. La carriera dei Killing Joke (che cinque anni orsono sono riapparsi sulle scene con il mediocre album "Democracy - Zoo") è composta da due fasi abbastanza distinte: le iniziali sonorità plumbee e metalliche lasciano ben presto il passo (da "Night Time" -EG 1985-) ad epiche canzoni pop-dark , pur sempre immerse in una gelida e depressa atmosfera. Il primo omonimo lavoro è un pugno in faccia: la sua violenza nasce da un insolito connubio tra martellanti suoni dance, tappeti di puro rumore industriale e punk metallico colati in melodie semplici secondo lo stile della new wave più classica; l'ossessiva "Requiem", la robotica "Wardance" , e "The Wait" (ripresa poi dai Metallica di "The Garage Days Re-visited" - Elektra 1987- ) sono oggi più che mai lucidi esempi di crossover tra stili in antitesi. "What's this for" ( EG-1981) si mantiene sullo stesso genere proponendo distorti brani che si snodano su basi elettroniche e su battiti tribali: memorabili rimangono "The Fall of Because", "Unspeakable" e "Follow the Leaders"; lo scherzo che uccide crea, con la sua marziale e angosciante ripetitività, un incubo tecnologico nella mente dell'ascoltatore che rimane spiazzato da una simile imponenza. "Revelations" ( EG 1982) e "Fire Dances" ( EG 1983) attenuano i toni hard e hanno il merito di fare conoscere il gruppo al grande pubblico; frattanto al basso subentra Paul "Raven" Vincent. "Night Time" è l'album della svolta: la violenza si trasforma in romantica tristezza influenzata dall'esistenzialismo di gruppi come i Joy Division e i Cure; le assordanti distorsioni e l'irruenza punk cedono il posto a un pop decadente dalle tinte oscure: è lo stile della maturità di Coleman e soci, ora meno adirati e rivoluzionari , ma ancora ispirati dal pessimismo e da drastici presagi. "Love Like Blood", stupenda dark-song, diventa uno degli inni della new wave e garantisce ai Killing Joke un buon riscontro commerciale. Il nuovo corso prosegue nei successivi lavori (molto suggestivo e raffinato "Brighter Than a Thousand Suns" - Virgin 1986- ) che presentano un equilibrio tra pop melodico e ambientazioni oniriche e spettrali. Nel 1990 il punkeggiante "Extremities , Dirt and Various Repressed Emotions" ( Noise ), fa un passo indietro ed erge ancora una volta il muro di rumore dei primi Killing Joke; quello stesso muro su cui si basa solidamente il post-metal di oggi, a iniziare dai Deftones e dai Korn, più volte dichiaratisi accaniti fans di questo seminale gruppo.

Discografia consigliata

"Killing Joke": 8,5 - "What's' this for": 6/7 - "Night time": 6/7

A cura di Stefano Biondi

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