Speciale
Dieci
dischi per l'anno 2000
Quelli
che seguono "sarebbero" i dieci album da non perdere dell'anno
che si sta concludendo. I risultati, ovviamente, non hanno alcuna
pretesa di onnicomprensività: la parzialità e le preferenze
personali sono la chiave di lettura di questa classifica e tutte
le omissioni e le esclusioni "volute" sono passibili di critiche
e obiezioni anche radicali. In ogni caso, comunque, il mestiere
del critico passa anche attraverso questo e quindi eccovi il
nostro punto di vista su una serie di dischi che probabilmente
sarebbe un peccato dimenticare. E che magari potrebbero rivelarsi
l'occasione dell'ultimo secondo per un indovinato regalo di
Natale…
1.
Sigur Ròs - "Agaetis Byrjun" (FatCat / Pias / Self)
"Non
ci sono davvero parole che possano svelare la maestosa fascinazione
che scaturisce dai solchi di quest'album, terzo capitolo del
romanzo sonoro firmato dagli islandesi Sigur Ros, vero "fulmine
a ciel sereno" nella scena indie rock. Assolutamente impossibili
da classificare sotto un'etichetta di genere, i quattro folletti
nordici hanno dato alle stampe un'opera che, dal primo all'ultimo
istante, respira un'aria "aliena" ma clamorosamente terrestre,
lontana da ogni referente noto (vengono in mente i Pink Floyd,
il kraut rock, i Radiohead, le band della 4AD, Wagner, il folk
celtico, Stockhausen, ma poi tutto si fonde e muta forma) eppure
allo stesso tempo familiare, quasi si trattasse di una musica
ancestrale conosciuta in chissà quale vita precedente…"
2.
Songs: Ohia - "Ghost Tropic" (Secretly Canadian / White
& Black)
"Il Tropico del Fantasma è qualcosa in più di una semplice raccolta
di canzoni: è la necessità di fermare il tempo almeno per un
attimo, perché il suo scorrere inesorabile non ci spazzi via
troppo presto, è un viaggio doloroso sulla linea impercettibile
che sta tra il giorno e la notte, tra la vita e la morte."
3.
Godspeed You Black Emperor! - "Levez Vos Skinny Fists Comme
Antennas to Heaven!" (Constellation / Kranky / Wide)
"Suddiviso
in quattro suite che trovano posto su due cd per una durata
totale di 90 minuti, "Levez vos skinny fists comme antennas
to Heaven!" raggiunge, probabilmente, un punto di non ritorno
nella storia del rock contemporaneo. Sospeso in una dimensione
mistico - meditativa intrisa di umori classicheggianti e financo
orientali che sembra avere solo una lontanissima parentela con
il rock, questo disco riesce autenticamente a sconvolgerci con
la bellezza oscura e tenebrosa di costruzioni sonore di mirabile
intensità, pronte ad esplodere in improvvisi vortici dotati
di un epicismo realmente percepibile."
4.
Mojave 3 - "Excuses for Travellers" (4AD / Self)
"Tra
echi di Nick Drake e ricordi di Neil Young, gli inglesi Mojave
3 descrivono un'America malinconica ma allo stesso tempo dolcissima.
Un disco ideale come commento sonoro dei sogni."
5.
Dirty Three - "Whatever You Love, You Are" (Bella Union
/ Wide)
"Le chitarre di Turner, i violini di Ellis, la batteria di White.
A volte nella musica non servono parole…"
6.
A Silver Mt. Zion - "He has left us alone but shafts of
light sometimes grace the corner of our rooms" (Constellation
/ Wide)
"Un disco screziato di spezie classicheggianti e aromi sperimentali
ma profondamente ancorato alla tradizione rock. Una splendida
"deviazione" dalla band madre Godspeed You Black Emperor!"
7.
Damon & Naomi - "With Ghost" (Sub Pop / White & Black)
"Damon
& Naomi - qui splendidamente coadiuvati dalla band neopsichedelica
giapponese dei Ghost - hanno deciso di seguire la strada piovosa
e un po' impervia che dalla città porta alla campagna, dando
alle stampe un album che vive di stati d'animo profondamente
soggettivi, dalla prima all'ultima nota."
8.
Gentle Waves - "Swansong for You" (Jeepster / White &
Black)
"Questo
disco è poesia allo stato puro: impossibile non lasciarsi sedurre
da note così leggiadre e sensuali, venate di una malinconia
tangibile ma mai completamente senza speranze…"
9.
Calexico - "Hot Rail" (City Slang / Extra Labels)
"in
"Hot rail", più ancora che negli album precedenti, assistiamo
a una volontà di sperimentare che, prendendo le mosse da un
background che ha nella Frontiera il proprio punto di riferimento,
riesce nel non facile compito di dar vita a qualcosa di completamente
nuovo."
10.
Belle and Sebastian - "Fold Your Hands Child, You Walk Like
a Peasant" (Jeepster / White& Black)
"I
Belle and Sebastian sono una delle poche band attualmente in
circolazione capaci di colpire direttamente al cuore. Il loro
è un vero e proprio "stato mentale in musica" che si esplicita
tanto nelle stupende atmosfere crepuscolari sottolineate dall'uso
di archi e fiati quanto in un'ispirazione lirica particolarmente
emotiva e autobiografica…"
E
per chi non fosse ancora soddisfatto, ecco altri dieci titoli
che meritano assolutamente di essere menzionati…