Le
interviste di D.O.C. Music
MIDGE
URE, "WORKING MUSICIAN"
Dialogare
con Midge Ure è, almeno per quelli della generazione cresciuta
negli anni 80, come stare davanti ad un mito. Lui, l'uomo del
Live Aid (molto più una sua idea che di Geldof), colui che con
gli Ultravox stravolse le regole della musica da classifica
di quegli anni, l'uomo che con 'Vienna' scrisse indubbiamente
una delle pagine più emozionanti di quella scena neo romantica,
troppo spesso identificata in altre band. Oggi lo scozzese di
ferro, dopo alcuni anni di silenzio ma soprattutto dopo avere
oltrepassato le colonne d'Ercole di una carriera ventennale,
rinvigorita grazie all'accoppiata con la Swatch ( ricordate
l'enorme successo di "Breathe"?), torna con un nuovo album,
'You Move me', nel quale per l'ennesima volta stravolge le indicazioni
fornite nel precedente lavoro.
S:
MIDGE, torni dopo un silenzio di diversi anni e dopo un best
seller come 'Breathe' con il classico 'disco che non t'aspetti'.
Midge:
' Si sente eh! Pensa che sono entrato in studio con una dozzina
di idee, convinto che questo sarebbe stato l'album a cui avrei
lavorato meno in tutta la mia carriera, ed invece per terminarlo
ho impiegato circa un anno e ½ . E ho cercato di muovermi in
una direzione diversa rispetto al disco precedente. Ho cambiato
band, reclutando i musicisti in Inghilterra e Germania e cercando
un suono più diretto e meno articolato rispetto a 'Breathe'.
S:
Già, ma cosa penseranno di 'You Move me' tutte le nuove generazioni
di fans che hai acquisito grazie a 'Breathe'?
Midge:
' Ho testato la reazione del pubblico mandando alcuni brani
su Internet. E' fantastico, tu fai una cosa ed il giorno dopo
il mondo intero può sentirla. Comunque non credo che nessuno
si sconvolgerà, anche perché i miei nuovi fans conoscono bene
il repertorio del passato, sanno che tipo di musicista sono.
Pensa che durante i concerti del tour scorso vedevo in prima
fila ragazzine di 16 o 17 anni che conoscevano a memoria i vecchi
brani degli Ultravox'.
S:
Il tuo rapporto col pubblico è cambiato?
Midge:
' Sì, decisamente. Invecchiando hai più voglia di confrontarti
con il tuo pubblico. Oggi mi piace parlare con i miei fans,
scambiare opinioni con loro, magari farsi scattare una foto
insieme, tutte cose che prima sembravano impossibili per uno
introverso come me. Sotto questo aspetto mi ha aiutato molto
vivere a Bath, un posto più tranquillo e decisamente meno caotico
di Londra'.
S:
Ma non ti manca l'essere parte di una band?
Midge:
'No. Più che altro mi manca il cameratismo che si crea quando
sei in una band, lo spirito di gruppo grazie al quale ti senti
invincibile quando sei con i tuoi compagni. Per il resto io
sono uno che ha sempre guardato avanti per cui, pur essendo
fiero di tutto ciò che ho fatto, non tornerei indietro'
S:
C'è però qualcuno con cui ti piacerebbe collaborare?
Midge:
' Sì. Adoro lavorare con altri artisti, per me è uno stimolo
enorme, anche perché ti permette di conoscere a fondo le reali
potenzialità degli altri. E' capitato con Mark Owen (ex Take
That), debbo dire che ho scoperto un ragazzo straordinariamente
talentuoso, come non me lo sarei mai aspettato. In passato un
altro con cui c'era stato lo stesso feeling era Phil Lynnott
( lo scomparso leader dei Thin Lizzy). Di lui ho un ricordo
stupendo. Era un artista dal talento superiore ed un amico.
Mi manca molto, anche se sono rimasto in ottimi rapporti con
sua mogli e le sue figlie, al punto che oggi siamo una unica
grande famiglia'.
S:
Parliamo del nuovo album. Ascoltandolo si ha l'impressione che
all'interno vi sia il ritratto di un uomo insicuro che cerca
di trovare la propria direzione'
Midge:
' E' così. E' un disco in cui sono presenti due forti tematiche,
la ricerca della serenità e la speranza in un futuro migliore.
E' un lavoro molto maschio, sotto questo aspetto, perché lo
stato d'animo cui facevi riferimento appartiene più agli uomini
che alle donne. Le donne sono molto più decise, non hanno bisogno
di fare qualcosa per dimostrare la loro forza, ma possiedono
una energia interiore che le guida. Noi uomini siamo più fragili,
abbiamo vergogna delle nostre insicurezze. 'You move me' mi
appartiene molto come album. Mi rappresenta sia nelle melodie
che nei testi, quanto nella musica'
S:
E' un disco 'alla Midge Ure', quindi?
Midge:
' Non so se esista un 'Midge Ure style'. Sicuramente dentro
il disco ci sono tutte le influenze che ho assorbito negli ultimi
tre anni, per cui posso dire che rappresenta sicuramente l'uomo
che sono ora, anche se io sono uno che viene influenzato continuamente'.
S:
Cosa vedi nel tuo futuro?
Midge:
'La voglia di scoprire più posti possibili, di esplorare
tutte quelle cose che possono alimentare il mio essere uomo
ed essere artista. Voglio andare avanti, come ti dicevo prima,
guardare al futuro. Spesso mi si chiede come mai non abbia accettato
di riformare gli Ultravox. Io rispondo che non voglio provare
emozioni che ho già provato, voglio fare cose nuove, non voglio
pensare a ciò che sono stato, preferisco occuparmi di ciò che
sarò. Vivo questo mestiere cercando di imparare ogni giorno
qualcosa di nuovo. Mi considero un 'musicista al lavoro' e credo
che sia proprio questo che mi fa andare avanti'.
Intervista
di Stefano Faina