Grigio,
ritornano i Quintorigo

Di
Giuseppe Palazzolo
Dopo
il fortunato debutto di "Rospo" per i Quintorigo arriva
il secondo lavoro discografico: "Grigio" (Universal,
2000). La band romagnola sulla scia del loro iper-rodato laboratorio
sperimentale continua il proprio viaggio tra musica classica
e pop, tracciando nel jazz, nel reggae e nel rock unoriginale
ed efficace miscela sonora. Ancora una volta la mistura vincente
è quella prodotta da violino, sax, violoncello, contrabbasso
e voce, quella che riesce a trovare nelle orchestrazioni classiche
costante rigenerazione di suoni, distorsioni, volumi, atmosfere.
Dopo averli visti aggiudicarsi il Premio Critica al Festival
di Sanremo nel 99 e quello per la Miglior Opera Prima
al Premio Tenco 99, John De Leo
(voce) e compagni affrontano in questo nuovo viaggio musicale
dieci nuove canzoni ricche di citazioni (da Paolo Conte a Spike
Lee) e di nuove formule melodiche e ritmiche. "Il Grigio,
dice John De Leo, è la combinazione del bianco e del
nero, è la giusta miscela, lequilibrio interiore.
Inoltre il titolo racchiude un po tutta la tematica globale
del disco e sicuramente sopravvive la malinconia tipica delle
persone che pensano."
La
nonna di Frederick lo portava al mare" è il primo
singolo e con questo brano affrontate il tema dellambiente
A
dire il vero il titolo è la prima frase di un testo nato
tempo fa come una poesia. Mi sembrava efficace luso di
questo titolo anche per riassumere tutto il brano e lo abbiamo
lasciato così. Uno dei punti che volevamo affrontare
riguardava proprio lambiente, il rapporto con la natura
e questa canzone racconta il mio punto di vista.
Come
mai la scelta di lanciare un singolo reggae?
Come
ogni artista abbiamo voluto lanciare un brano che ci rappresentasse,
molti in questo genere non ci riconosceranno eppure è
un brano che intonavo tempo fa sotto la doccia, poi a distanza
di anni ho trovato il momento per arrangiarlo e suonarlo.
Tra
le citazioni di "Grigio" cè anche Azzurro
di Paolo Conte
Infatti
Il riferimento a Conte è chiaro, però è
anche normale che riproponendo le sonorità degli anni
20 ci si ispirasse a lui, alle sue atmosfere. Conte scrive
e interpreta le parole in un modo del tutto personale, come
pochi. Una parola letta da chiunque magari sembra banale ma
pronunciata da lui acquista un altro spessore. E interessante
anche il fatto che dedichi quasi tutte le canzoni alle donne,
no? Io da questo punto di vista non mi permetto, o meglio, ho
parlato damore in questo disco, ma in modo nascosto. Non
posso credere che certe donne possano sentirsi toccate dalle
canzoni damore che si cantano in Italia, ma se è
così io di certo non mi rivolgo a loro.
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