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Intervista ai Motorpsicho

(Continua dalla pagina precedente...)

 

Ti riferisci a qualche band in particolare?

- Beninteso, negli States ci sono 3 o 4 band veramente valide che apprezzo incondizionatamente, come i Mercury Rev con i quali sento di avere un feeling comune, o i Flaming Lips, o i primi Slint. Invece odio totalmente gli Skunk Anansie (che però sono inglesi! Ndr), davvero finti e derivativi, e soprattutto i Metallica che con la recente aggiunta degli archi sono a dir poco osceni…

Nella vostra carriera avete anche composto un album totalmente country, "The tussler". E' stato solo un divertissement o qualcosa di più serio? Ti piacciono le band che rielaborano la tradizione country con una sensibilità noise o punk?

- Sì, conosco il fenomeno dell'alternative country. Mi piacciono parecchio Wilco, Will Oldham e tutto quel filone cantautoriale intimistico anche se, a onor del vero, ci sono troppe uscite e i nomi di qualità sono pochi. Inoltre amo ascoltare autori di country classico come Gram Parsons e certe cose di Neil Young.

Tornando a "Let them eat cake", nella fantastica "The other fool" canti questi versi: "God spoke about bad attitudes, Diet Coke and Disney Blues". Cosa intendi dire?

- Mi riferisco a tutto ciò che c'è di falso, di costruito negli Stati Uniti, come appunto il blues patinato degli anni '80 portato al successo da artisti come Bonnie Raitt o la Coca Cola dietetica. "The other fool" è un brano che parla dell'esigenza di ricercare l'autenticità nella musica così come nella realtà esteriore.

Parlando ancora di "frasi programmatiche", nel booklet di "Blissard" compariva una sorta di invito all'ascoltatore: "Into the void We have to travel". Puoi parlarne?

- Quello è un verso tratto da una vecchia canzone degli Hawkwind ed è anche legato a una fotografia del nostro produttore che abbiamo chiamato "The void". Da una parte, quindi, è solo un gioco, dall'altra è un invito a scoprire territori inesplorati senza ripetere formule già conosciute.

Quali sono i piani per l'immediato futuro dei Motorpsycho?

- C'è già qualche idea per il prossimo album. Abbiamo scritto una decina di canzoni, però non sappiamo in che direzione potranno andare, dobbiamo ancora pensare a come strutturarle. Per il resto abbiamo ancora tre settimane di tour prima di tornare a casa. In verità la casa del nostro tastierista recentemente è andata a fuoco, dunque dobbiamo anche trovare una nuova sistemazione. La sua ragazza ha una casa in Islanda, quindi probabilmente trascorreremo le vacanze estive da quelle parti per comporre musica, guardare gli Europei di calcio in tv e fumarci un po' d'erba. Sai, le cose importanti della vita…

Quindi non parteciperete ai festival estivi open air?

- Forse andremo a Reading anche se ai festival inglesi invitano solo band inglesi… Poi parteciperemo ad alcuni festival rock in Belgio e in Olanda.

Un'ultima domanda. In certe sonorità dei Motorpsycho sembra quasi di poter avvertire il riflesso degli spazi sconfinati, delle foreste, dei fiordi che caratterizzano il paesaggio norvegese. E' un ambiente che vi ha ispirato in qualche modo?

- Senza dubbio. Noi abitiamo là, quindi quei luoghi sono parte di noi e la loro essenza è trasferita in modo naturale nella nostra musica.

Maurizio Marino

Discografia

  • OBOTOMIZER (Voices of Wonder, 1991)
  • SOOTHE (Voices of Wonder, 1992)
  • DEMON BOX (Voices of Wonder, 1993)
  • TIMOTHY'S MONSTER (Stickman, 1994)
  • BLISSARD (Stickman, 1996)
  • ANGELS AND DAEMONS AT PLAY (Stickman, 1997)
  • TRUST US (Stickman, 1998)
  • ROADWORK VOL. 1 (Stickman, 1999)
  • LET THEM EAT CAKE (Stickman, 2000)

 

Sito Internet: vbh.idb.hist.no/mpsycho

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