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(Continua dalla pagina precedente)

Psycho-invasione!

Il nuovo movimento psichedelico prende invece il via verso l’inizio degli anni ’90 con una serie di gruppi che, ben lungi dal creare delle "scuole" (com’era accaduto per il Paisley Underground), finiscono per svilupparsi secondo vie trasversali e del tutto indipendenti. In Inghilterra (già patria dello shoegazer, sorta di sottogenere che aveva fuso le istanze psicoattive con un certo gusto per l’intimismo più neoromantico) vengono fuori i Charlatans, i Boo Radleys, i Ride, i Lush e Echo & The Bunnymen, seguiti a ruota dai primi Suede (iniziatori della fortunata corrente Brit pop), dagli immaginifici Spacemen 3 (dalle cui ceneri nasceranno gli Spiritualized) e dagli scozzesi My Bloody Valentine, mentre i più "fedeli alla linea" saranno, qualche tempo dopo, i Kula Shaker. In America è invece il turno degli Opal, dei bizzarri Phish, degli eccentrici Luna, degli ancora poco conosciuti Mercury Rev e Flaming Lips e delle prime schitarrate psychogrunge firmate da future star come i Soundgarden, i Mudhoney, gli Screaming Trees. In Norvegia (addirittura!) nascono i Motorpsycho, una delle band più geniali degli anni ’90.

Ma il vero esplodere del filone avverrà solo a metà decennio, con la pubblicazione di album tanto suggestivi quanto eterogenei quali "Ladies and gentlemen we are floating in space" degli Spiritualized, "Vivadixiesubmarinetransmissionplot" degli Sparklehorse, "Fuzzy logic" dei Super Furry Animals, "Amanita" dei Bardo Pond, "Beautiful freak" degli Eels, "Deserter’s songs" dei Mercury Rev, "The soft bulletin" dei Flaming Lips e, se vogliamo, persino "Slanted and enchanted" dei Pavement, "Urban hymns" dei Verve e "Odelay" di Beck. E poi ci sono le propaggini più contaminate, incarnate da sorprendenti "battitori liberi" come la Beta Band o gli Scott 4 che ricucinano il genere in salsa elettronica, i Gorky’s Zygotic Mynci che filtrano il tutto in chiave folk revival, i Gathering e i Tiamat autori di meravigliosi incroci tra gothic metal e cavalcate strumentali alla Jefferson Airplane, gli Anathema che sembrano reincarnare i Pink Floyd di "A saucerful of secrets".

Insomma, come si può notare dopo un’analisi parziale e personalissima come quella appena compiuta, si tratta di un genere tutt’altro che circoscritto, che nei prossimi anni potrà portare a ulteriori, imprevedibili commistioni sonore. Ed è certo che nel 1943 il professor Albert Hoffman, inventore dell’acido lisergico (LSD), non si sarebbe mai potuto immaginare che la sua "creatura", di li’ a sessant’anni, avrebbe dato luogo a una cosi’ grande fioritura artistica…

Maurizio Marino

20 dischi consigliati

  • Dream Syndicate "Medicine show" (1984)
  • Green on Red "Gas food lodgin’" (1985)
  • Long Ryders "State of our union" (1985)
  • Thin White Rope "Exploring the axis" (1985)
  • The Church "Starfish" (1988)
  • Pavement "Slanted and enchanted" (1992)
  • Motorpsycho "Blissard" (1995)
  • Sparklehorse "Vivadixiesubmarinetransmissionplot" (1995)
  • Bardo Pond "Amanita" (1996)
  • Beck "Odelay" (1996)
  • Eels "Beautiful freak" (1996)
  • Phish "Billy breathes" (1996)
  • Super Furry Animals "Fuzzy logic" (1996)
  • Spiritualized "Ladies and gentlemen we are floating in space" (1997)
  • The Verve "Urban hymns" (1997)
  • Mercury Rev "Deserter’s songs" (1998)
  • The Gathering "How to measure a planet" (1998)
  • Anathema "Judgement" (1999)
  • Beta Band "The Beta Band" (1999)
  • Flaming Lips "The soft bulletin" (1999)

 

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