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WAITING FOR THE MOON TO RISE

Isobel Campbell sale in cattedra e ci regala una delle sue migliori interpretazioni. Gli inserti apertamente sixties non danno fastidio e anzi creano un tutt'uno di grande fascinazione con il malinconico duello pianoforte - violino. Un brano emozionante.

DON'T LEAVE THE LIGHT ON BABY

Ecco il primo scheletro nell'armadio! No, "Don't leave..." proprio non mi piace: piatta, melensa e con un Murdoch decisamente fuori forma. Per non dire delle atmosfere eccessivamente beach party e dei coretti modaioli in stile quasi Bee Gees sul finale, ottimi per sedurre le ragazzine al primo ascolto dei B&S ma francamente insopportabili per chi di questo gruppo ne apprezza il lato folk - Drakeano. L'avrei lasciata volentieri fuori dall'album...

THE WRONG GIRL

Ma sì, "The wrong girl" potrebbe essere la canzone perfetta per far conoscere a tutto il mondo il Sebastian sound! Orecchiabile e radiofonica fin che si vuole, ma perfetta nella sua sintesi quasi "bignamistica" che riesce a cogliere in un sol sguardo tanto la tipica musicalità malinconica scozzese fatta di archi e fiati in evidenza quanto il sense of life autoironico di Murdoch & co., qui alle prese con un topos della propria produzione: la ricerca della ragazza giusta!

THE CHALET LINES

Dopo tre brani piuttosto ariosi, ecco uno dei momenti più crepuscolari dell'album. Aspetto strumentale in secondo piano, ma lirismo cantautoriale ad alti livelli di suggestione. Murdoch che fa le prove generali per il suo primo progetto solista?

NICE DAY FOR A SULK

Atmosfere fortemente sixties pop per un altro brano ad alto grado di orecchiabilità. L'andamento jazzy evocato dall'uso dei fiati suggerisce ulteriori nuove direzioni, ma la mia speranza è che si tratti solo di un episodio isolato. Ecco un esempio di carineria (o trendismo) francamente inapprezzabile...

WOMEN'S REALM

Brano mosso e fortemente percussivo con un bel duetto tra Isobel e Stuart. Forse anche qui si poteva osare di più ma il finale epico e altisonante ci riconcilia col mondo nel migliore dei modi... E scusate se è poco.

FAMILY TREE

Testo decisamente bizzarro (ma che vuol dire "Cause I'm here in a cage with a bottle of rage and a family like the mafia"? E soprattutto la strofa finale che tira in ballo i Romani e Napoleone?) per un brano che ancora una volta mette in primo piano la vocalità sussurrata di Isobel, mai protagonista come in quest'album. Anche qui risultato buono ma non eccellente.

THERE'S TOO MUCH LOVE

Per il finale i Sebastiani dimostrano di esserci, eccome. Accompagnamento clapping e sezione archi al massimo fulgore per un apparente inno alla gioia e alla vita che invece nel testo ripropone tutte le insicurezze e i dubbi esistenziali - adolescenziali che ci hanno fatto amare questa band alla follia...

Maurizio Marino

Sito Internet: www.belleandsebastian.co.uk

 

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