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GET UP KIDS - "Something to write home about" (Doghouse / Spingo)
L'emo-core è più di una realtà emergente nella scena rock americana, anzi, possiamo dire che ormai è un business che produce vagonate di bigliettoni verdi. Ma, come sappiamo, non si può fare di tutta l'erba un fascio… Nato con le progressioni ritmiche e i chitarrismi abrasivi dei Fugazi e sviluppatosi con le melodie assai più radio friendly di Sunny Day Real Estate e Jimmy Eat World, il nuovo filone, infatti, è riuscito a conquistarsi un posto al sole contando solo sul passaparola e su una promozione lontana anni luce dal tipico battage Mtvistico. Davvero un ottimo esempio di grinta autoproduttiva se si pensa che i veri e propri campioni del genere, i giovanissimi Get Up Kids, sono usciti fuori dall'anonimato solo grazie all'incredibile numero di esibizioni live, cosa che li ha resi popolarissimi nel circuito dei college americani. Fedeli alla linea fino in fondo (pare che, pur di continuare a incidere per l'etichetta indipendente Doghouse, abbiano rifiutato un contratto discografico da favola…), i quattro ragazzini di Kansas City sono approdati con "Something to write home about" al traguardo del secondo album che conferma pregi e difetti di un'impostazione sonora monolitica ma tutto sommato convincente. Certo, la ricetta è sempre la stessa: riff chitarristici veloci e "saltellabili", un frequente ricorso alla melodia accattivante non dissimile dai "commercialissimi" Blink 182, un'attitudine punk piuttosto smorzata e ovviamente non memore del '77. Ma, forse, è proprio negli episodi meno punk che vengono fuori i veri sussulti emotivi di un genere che, non a caso, si chiama emotional hardcore. Basti, infatti, ascoltare la suggestiva ballata pianistica "Out of reach" o i clamorosi inserimenti d'archi di "Long goodnight" o della splendida, conclusiva "I'll catch you" per essere immediatamente trasportati in un vortice di sensazioni malinconiche e sincere, perfette per le giornate dominate da un cielo color piombo. Venendo all'aspetto testi (davvero centrale per un genere che vuole contrapporsi alle banalità di Offspring o Green Day), poi, i Get Up Kids offrono un approccio fortemente esistenziale tutt'altro che scontato ("Holiday", "Red letter day") ed ecco che si capisce per quale motivo l'emo-core abbia preso il posto del grunge nel cuore degli adolescenti americani. I Get Up Kids sono cosi': prendere o lasciare… Link utili: www.thegetupkids.net Maurizio Marino
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