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Guida ai dischi imperdibili del XX secolo

 

MASSIVE ATTACK - "Mezzanine" (Circa / Virgin, 1998)

Che fine ha fatto il trip hop? Non avendo sufficienti elementi per rispondere a questa domanda, suggeriamo di riascoltare quello che, fino ad oggi, è stato il massimo esito di un genere musicale nato quasi per caso e diventato poi - almeno per qualche tempo, prima che nuove "ossessioni" conquistassero radio e stampa musicale - il simbolo più autentico delle sonorità di fine millennio.

Un disco notturno, inquieto, questo dei Massive Attack, "nero" proprio come il minaccioso scarafaggio immortalato in copertina. Un suono cupo e ipnotico con improvvise esplosioni di chitarre su intelaiature di bassi avvolgenti e lisergici. Ma è in mezzo a tanta oscurità che appare improvviso uno squarcio di luce: la voce eterea di Liz Fraser, splendida protagonista del dark sound anni ‘80 in gruppi troppo presto dimenticati quali Cocteau Twins e This Mortal Coil, che dà vita ad alcune interpretazioni da estasi pura, come nella suggestiva "Teardrop" (accompagnata alla sua uscita dal video shock in cui un feto umano si muove e "canta" nel liquido amniotico) o nella meravigliosa "Black milk". Che dire poi dell’epifania di inattese ritmiche mediorientali in "Inertia creeps" o del tetro notturno lunare di "Rising son"? E per chi avesse dimenticato che le origini del trip hop affondano nel dub e nel blues, ecco "Man next door" con la voce "giamaicana" di Horace Andy a scandire i ritmi della fine del mondo…

Sarebbe inutile, comunque, soffermarsi su un brano in particolare: in "Mezzanine" la parte è il tutto e viceversa, il concetto di "canzone" si dilata nel tempo e nello spazio fino a creare una nuova geometria, una nuova cronologia. Volenti o nolenti, l’elettronica è il suono del 2000, un suono accusato di essere troppo artificiale e "costruito", ma allo stesso tempo innegabilmente ricco di sottili sfumature che ne fanno apprezzare la complessità e la bellezza.

"Mezzanine è quel particolare punto del tempo in cui la sensazione della notte prima si trasforma in quella del mattino dopo". Alle parole del gruppo di Bristol noi vorremmo aggiungere che "Mezzanine" è la colonna sonora ideale di un viaggio onirico in un mondo terrificante e meraviglioso, in una terra bruciata dall’effetto serra e trasformata dalla mano irresponsabile dell’uomo. Una Terra come la nostra?

Maurizio Marino

Sito Internet: www.virginrecords.com/massive_attack

 

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