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PAUL
NEWMAN - "Machine is not broken" (My Pal God
/ Wide)

Post
rock.
Una parola onnicomprensiva che rischia, paradossalmente, di diventare
molto limitante. Un "calderone" nel quale vengono fatte
cuocere indifferentemente le istanze neoprogressive di derivazione
sixties, il jazz rock canterburiano più cerebrale,
le suite classicheggianti, le composizioni interamente
strumentali costruite sulle più ardite architetture chitarristiche,
le sperimentazioni rumoristiche, i suoni impercettibili. Insomma,
tutto ciò che - a giudizio dei critici - viene dopo il
rock (o dopo la sua fine?).
Volendo
tentare di mettere un po dordine in un genere che
ormai rischia di collassare su se stesso, diremo che i Paul
Newman (il nome della band deriva dal bassista, non
da quel Paul Newman
) fanno parte del post rock
a pieno titolo, di quel filone originario che, partendo dalle
intuizioni degli Slint e dai calcoli matematici dei Tortoise,
ha codificato un modo di fare musica strumentale attraverso la
ripetizione ossessiva dei pattern di suono, gli stretti
fraseggi basso - chitarra, i saliscendi sonori che sembrano scolpiti
con labilità di un cesellatore.
Ed
ecco il punto al quale volevamo arrivare: pur essendo degli ottimi
musicisti (anzi: proprio perché sono degli ottimi musicisti),
i Paul Newman danno vita in questalbum a una successione
di composizioni studiate in modo eccessivamente tecnico, virtuosistico,
con poca e niente "anima". Spiace dirlo, ma il limite
di gruppi come questo è lo stesso di formazioni come Dream
Theater o Stratovarius in ambito prog-metal: eccellente
abilità tecnica, "sufficiente" capacità
compositiva, scarsa (o del tutto assente) capacità di creare
emozioni nellascoltatore. E soprattutto una "paura"
di fondo nellosare soluzioni sonore più ardite o
accostamenti apparentemente inconciliabili, capaci di rimanere
realmente scolpiti nella memoria. Tanto che a un certo punto si
ha quasi limpressione di ascoltare un noioso disco new
age
Insomma
lasciate perdere i Paul Newman e, se volete ascoltare le propaggini
più evolutive ed emozionanti di questo genere, orientatevi
verso band quali Godspeed You Black Emperor!, A Silver Mt. Zion,
Sigur Ros che rappresentano realmente la novità di questo
"inclassificabile" fenomeno di fine / inizio millennio.
Maurizio
Marino
Sito
Internet: www.io.com/~zmccaff
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