Anche
quest'anno è fatta. Come da copione, la 53esima edizione
del popolare Festival della Canzone Italiana si è chiusa
tra le solite polemiche più o meno velate, accompagnate
questa volta da risultati Auditel quantomeno imbarazzanti
per il patron Pippo Baudo. Non per essere polemici, ma le
cifre parlano chiaro: dopo un discreto esordio durante la
prima serata, gli ascolti del Festival si sono stabilizzati
in "basso", viaggiando attorno ai 10 milioni di
spettatori a puntata. Un valore di certo ragguardevole, ma
di molto inferiore a quello delle scorse edizioni, soprattutto
per quel che riguarda lo share (la serata finale a stento
ha raggiunto il 50% di share, contro il 68% della scorsa edizione
ed il 74% di quella di due anni fa). Ad essere sinceri, tanto
male questa edizione non è stata: brani validi (soprattutto
quelli dei Big: quest'anno c'è stato un vero e proprio
flop dei Giovani, in gara nella maggior parte dei casi con
brani privi di originalità e voglia di osare), siparietti
spesso interessanti (forse l'idea più "intelligente"
di questa edizione di Sanremo), due "primedonne"
mostratesi per una volta pienamente all'altezza del palco
dell'Ariston (la Autieri è una vera e propria rivelazione).
Eppure qualcosa deve essere andato storto... ma cosa? più
che un motivo trainante, una serie di fattori più o
meno rilevanti: il clima non certo disteso che la delicata
situazione internazionale ha portato in tutto il mondo occidentale;
un certo distacco dalla manifestazione da parte dei principali
network radiofonici italiani, che hanno stentato a trovare
brani adeguati alla loro programmazione; la presenza di valide
alternative nella programmazione delle reti Fininvest. Proprio
quest'ultimo aspetto ha fatto la differenza: per la prima
volta, i canali Mediaset non si sono arresi a priori al "Gigante
Sanremo", ma hanno sfruttato diverse trasmissioni di
successo, come Striscia la Notizia e Zelig, per fare da traino
alla propria programmazione, contando di conquistare telespettatori
proprio nella fascia ideale del festival, quella composta
da giovani dai 18 ai 30 anni. Una "battaglia" a
suon di indici di ascolto che ha premiato decisamente i vertici
di Canale 5 & co., che hanno avuto il merito di saper
"lanciare il guanto di sfida" al Pippo nazionale.
Non resta ora che attendere la risposta di Baudo nella prossima
edizione di Sanremo. Sperando che le uniche battaglie cui
assisteremo nel frattempo siano quelle a colpi di Auditel...
Paolo
Puopolo
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