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NMI News - Tutte le notizie musicali
Napoli saluta Roberto Murolo

Roberto Murolo ci ha lasciati. Il grande artista partenopeo si è spento all'età di 91 anni, dopo una lunga malattia che lo ha tormentato per diversi mesi. Tutto il mondo del musicbiz italiano ha espresso il suo cordoglio per la morte di uno degli artisti più innovatori della musica del secolo scorso, interprete raffinatissimo, capace di trasformare le sonorità classiche partenopee in melodie conosciute in tutto il mondo. Una carriera lunghissima, quella di Murolo, cominciata nel 1956 e proseguita ininterrottamente fino alla fine degli anni '90, con la sua "rinascita" musicale, le apparizioni al fianco di Renzo Arbore, la partecipazione al Festival di Sanremo con la struggente "Cu'mme", ed il Premio alla Carriera consegnatogli lo scorso anno proprio dal Patron di Sanremo Pippo Baudo. Migliaia i napoletani (e non solo quelli) presenti sabato al funerale di Murolo: l'ultimo saluto ad uno dei più grandi rappresentanti della musica napoletana nel mondo.

Tra gli omaggi al grande artista, segnaliamo in seguito i commenti di alcuni suoi "amici" storici ed altre personalità intervenute ai funerali:

Sergio Bruni

"Era il mio miglior amico-nemico: dopo tanti anni di rivalità artistica recentemente ci eravamo riappacificati. La stima comunque non era mai venuta meno. Poco prima di andare via da Napoli, un paio di anni fa, Murolo venne a cena da me. Ci abbracciammo. Nonostante tutto tra noi c'è sempre stata stima e rispetto. Certo, eravamo diversi. Lui era un borghese e cantava per la borghesia, io ero del popolo e cantavo per il popolo".

Aurelio Fierro

"Negli anni Cinquanta eravamo gli assi della famosa casa discografica Durium, gli unici cantanti napoletani che sfondarono anche a Milano, portando alto il vessillo della napoletanità. Murolo è stato il primo cantante confidenziale, il capostipite dei 'cantanti con la chitarra' che sanno incantare il pubblico. Veniva dai locali di Capri, e questo lo rendeva ancora più affascinante. E' sempre stato un artista d'elite, anche se molto popolare. Il suo è, e resta, stile inimitabile. La mia canzone preferita? Quelle d'amore, come 'Malafemmena' e 'Anema e core', ma sopratutto l'irresistibile 'Casciaforte', che consacrò Murolo fine dicitore comico".

Renzo Arbore

"Se n'è andato un maestro, un caposcuola. E soprattutto ho perso un amico, l'uomo che mi ha insegnato tutto. Domani sarò a Napoli per dare l'ultimo saluto a Roberto. Mi piace ricordare che, nonostante la malattia ne avesse minato la fibra, fino a due anni fa cantava in pubblico. E in casa, la musica lo ha accompagnato in pratica fino alla fine. La mia tristezza per la perdita dell'amico viene stemperata dalla consapevolezza che le opere di Murolo rappresentano quanto di più importante sia stato fatto nella storia della canzone popolare italiana".

Peppino Di Capri

"Da ragazzino andavo a sentire il grande Roberto Murolo al Tragara Club, il locale più elegante di Capri. Da allora è rimasto un riferimento per la mia carriera artistica. Quando avevo bisogno di un consiglio, di un riferimento su una antica canzone napoletana, era logico rivolgersi a Murolo, un autentico maestro per il quale ho sempre avuto grande rispetto. E' stato un innovatore della canzone napoletana, ma la sua forza era soprattutto la voce, unica, inimitabile. Una voce calda, con tutte le armoniche, con la quale poteva fare quello che voleva".

Enzo Gragnaniello

"Roberto Murolo era un artista senza età, un bambino. La sua musica potrebbe essere una medicina per curare i malati, la sua voce antica dava tanta calma e rilassatezza. In molti si meravigliarono del nostro incontro, ma quando si parla di arte e di musica bisogna andare oltre le etichette. Scrissi una canzone, 'Sta musica', per Murolo e Consiglia Licciardi. Poi la nostra collaborazione continuò e arrivò il successo di 'Cu 'mme', per Murolo e Mia Martini. Insieme, negli anni Novanta, facemmo tante tournée di cui conservo bellissimi ricordi".

Gigi D'Alessio

"Stasera durante il mio concerto a Colonia alzerò gli occhi al cielo e dedicherò una canzone a Murolo. Sarà il mio modo di salutarlo. Non era solo un bravissimo artista ma un'icona, un monumento della napoletanità. Sono vicino al dolore che certamente provano tutti quelli che lo hanno conosciuto e amato, e naturalmente tutti i napoletani. Murolo era un grande, un artista che resterà nella storia della musica".

Nino D'Angelo

"Scompare un pilastro della canzone napoletana. Roberto Murolo e Sergio Bruni, al quale mi sento artisticamente più vicino, rappresentano due modi diversi di cantare Napoli e sono un po' i genitori di tutti noi. Purtroppo non ho mai avuto occasione di duettare con Murolo. Mi avrebbe fatto molto piacere, quando si è diversi le cose riescono bene. L'ho conosciuto anni fa tramite il suo chitarrista Maurizio Pica: era un uomo ironico e simpatico. Spesso mi ha indicato tra gli artisti che stimava e sono molto orgoglioso per questo".

Pippo Baudo

"L'anno scorso abbiamo fatto bene ad attribuirgli il premio alla carriera al Festival di Sanremo. Ci teneva molto. Ci siamo collegati da casa sua perché non stava bene. Era molto sereno in un momento di grande rivalutazione della critica nei suoi confronti. Murolo ha avuto una carriera molto controversa. Dopo tanti successi, un incidente lo aveva stoppato. Ma per tutti era il padre della nuova canzone napoletana del secondo dopoguerra. Con lui finiva la canzone tenorile e nasceva la canzone sussurata, soft, fatta alla chitarra. Insomma, un cambiamento stilistico importante. Murolo non aveva una territorialità napoletana, era un personaggio nazionale. Ha dato grande dignità alla canzone napoletana nel mondo".

Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli

"L'anno scorso, in occasione del suo novantesimo compleanno, fu larghissima e spontanea la partecipazione dei cittadini alla gioia per questo avvenimento, che festeggiammo con una cerimonia in Comune. Murolo, già provato dall'età, non potè partecipare alla festa ma fu felicissimo del ricordo della sua terra, del quale gli portammo a casa notizia il presidente della Regione Antonio Bassolino ed io".

Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania

"Murolo è stato non solo artista straordinario, ma anche innovatore, come Eduardo, Totò, Carosone e Troisi. Ha saputo sempre interpretare il meglio della nostra storia e della nostra tradizione. Non ha mai rincorso le mode, ma ha creato una scuola di rigore, di serietà e studio. Grazie al suo esempio questa lezione oggi continua attraverso tanti altri artisti napoletani". "Ero accanto a Murolo, nella casa di via Cimarosa, il giorno del collegamento con Sanremo per il conferimento del premio alla carriera. Era emozionato e felice come un bambino. La Regione lavorerà in più direzioni, insieme con la fondazione che porta il suo nome. Onoreremo la sua memoria, ricordando che la canzone napoletana resta un grande bene culturale".

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