La
RIAA rifiuta la proposta-shock di Napster
Non
è bastato il miliardo di dollari (oltre 2 mila miliardi
di lire!, ndr) messo in gioco dalla Bertelsmann per placare
le ire delle major discografiche internazionali. La RIAA ha
infatti comunicato di non essere per niente soddisfatta della
proposta fattale ieri dai vertici di Bertelsmann di versare
una penale a nove zeri (in dollari) in cambio dell'autorizzazione
allo sfruttamento e la distribuzione dei brani on line: <<La
cifra propostaci da Napster potrà sembrare all'apparenza
enorme, ma si riferisce ad un mercato che frutta annualmente
oltre 40 miliardi di dollari, molti di più del risarcimento
promesso - fanno sapere i "pezzi grossi" della RIAA
- in più non siamo soddisfatti dei lavori fatti sin qui
dai tecnici di Napster, per realizzare un metodo sicuro di trasmissione
on line dei brani coperti da copyright. L'idea del canone mensile
è indovinata, ma bisogna ancora realizzare un software
adeguato all'enorme massa di dati in flusso quotidiano sui server
del celebre programma di file sharing. Se non si daranno da
fare nelle prossime settimane, saremo costretti a procedere
con il processo che li vede imputati di violazione dei diritti
di copyright>>. Semplici minaccie o "invisibili"
segnali distensivi? E' ancora presto per capirlo...
(23/2/2001)