Napster,
nuovo ricorso dalla Riaa
Sembrano
proprio non volersi fermare i boss della Riaa, l'associazione
che racchiude le principali major discografiche internazionali.
Nonostante gli sforzi fatti da Fanning e i suoi tecnici, la
Riaa ha infatti presentato un nuovo ricorso al giudice Marilyn
Hall Patel, nel quale si fa presente il mancato impegno nel
cancellare i file mp3 "protetti" diramati dalle liste
ufficiali delle diverse case discografiche. Per niente d'accordo
sembrano essere tuttavia i legali del celebre programma di file
sharing: <<Negli scorsi giorni sono stati cancellati oltre
un milione e trecentomila files mp3 illegali dai nostri server
- spiega un portavoce di Napster - Purtroppo spesso le liste
forniteci dalle major si rivelano incomplete o addirittura inesatte
in molti punti, finendo così con il farci perdere altro
tempo. La maggior parte dei casi di file illegali a cui si riferisce
la Riaa fa capo ad i nuovi software studiati per criptare i
nomi dei brani: non è giusto ritenerci responsabili se
una società esterna a Napster crea un software che anagramma
i nomi dei brani, rendendoli praticamente impossibili da bloccare.
Noi in fondo gestiamo una sorta di enorme deposito: non è
possibile controllare tutto quello che ci passa dentro, soprattutto
se qualcuno fa il furbo. Non per questo siamo noi di criminali...>>.
Ora toccherà di nuovo al tribunale scovare le eventuali
illegalità commesse da Napster; di certo questo è
stato un chiaro segnale della Riaa, che non sembra aver nessuna
intenzione di abbandonare la battaglia. E questa volta la fine
sembra davvero vicina...
(24/3/2001)