Il
New York Times "assolve" Napster
Una
voce autorevole come il New York Times "scagiona"
moralmente Napster dalle accuse di violazione di copyright,
paragonando la rivoluzione provocata dal famoso programma ad
una vera e propria nuova era per la musica: <<Certo, i
guai legali potrebbero portare Napster verso la chiusura, ma
il suo operato ha ormai tracciato inesorabilmente il corso della
musica. Quello che Napster ha scatenato è la scoperta
della libertà di scelta, mettendo in contatto virtuale
milioni di appassionati di tutto il mondo. Per la prima volta
gli appassionati si sono sentiti liberi di scegliere i pezzi
da ascoltare, prescindendo dalle normali scalette degli album.
Spesso infatti in un album sono non più di 3 o 4 i brani
validi, ma per la sua stessa struttura un giovane si vede costretto
a pagare per 12 pezzi quando anche fosse interessato solo a
uno di questi. Con Napster, invece, è possibile scaricare
un solo pezzo, cercando in un database "virtuale"
praticamente infinito, perchè contenente i brani di tutti
gli iscritti (oltre 15 milioni, Ndr). In questo modo si possono
scambiare non solo le ultime hits, ma anche classici introvabili
o vere rarità per appassionati. Certo la liberalizzazione
selvaggia non è vantaggiosa per le grosse major discografiche,
ma una volta regolamentata la situazione, il tempo degli album
su cd sarà ormai segnato>>.
(24/7/2000)