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15 miliardi e mezzo per Sanremo

A pochi giorni dal nuovo accordo tra la Rai ed il Comune di Sanremo, che garantirà l'esclusiva televisiva per 3 anni in cambio di oltre 15 miliardi di lire, già montano le polemiche sul "Caso Festival". Molti giornalisti ed opinionisti hanno infatti ritenuta forse eccessiva la spesa pagata dalla televisione di Stato per rinnovare il suo contratto di esclusiva con la manifestazione. <<In realtà - ha dichiarato Pierluigi Celli, il direttore generale della Rai - il Festival di Sanremo, come il calcio e la Formula 1, è un programma Premium, che attira decine di milioni di telespettatori. La cifra pagata per il rinnovo del contratto è quindi tutt'altro che esorbitante. Anzi, si tratta di un affare per entrambe le parti. L'importante è ora lavorare per innalzare la qualità della manifestazione, evitando le Faziate (in riferimento alla non molto elegante edizione dello scorso anno, Ndr), ed esaltando l'esclusività dell'evento>>. Frattanto, c'è già chi medita vendetta. I rappresentanti del Fimi, l'ente delle società discografiche italiane, si sono infatti detti fortemente turbati per l'assurda mancanza di considerazione data alle case discografiche nell'ambito dell'accordo Rai-Comune: <<La Rai - spiega il direttore generale della Fimi, Enzo Mazza - deve tener conto che una buon parte del denaro versato al Comune dovrebbe essere incassato da chi rende possibile questa manifestazione, e cioè le Major discografiche, invece stranamente ignorate nell'accordo. A questo punto, potremmo anche tirare le somme, decidendo che Sanremo non ci interessa più>>. Solo un fuocherello, o una minaccia concreta?

(28/7/2000)

 

 

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