La
fine di Napster: cosa fare ora...
A
24 ore dalla sentenza di chiusura del tribunale di San Francisco,
si susseguono senza sosta commenti di vip, informazioni sul
da farsi e rimedi al blocco di Napster. Furoreggiano le campagne
di boicottaggio in tutto il mondo: tra le tante, da segnalare
"Buycott", una campagna statunitense che invita tutti
gli utilizzatori di Napster a comprare entro oggi un cd, in
modo da far capire alle major l'inutilità della chisura
di Napster; più frequenti, ovviamente, i movimenti che
invece chiedono ai giovani di non acquistare più cd per
oltre 6 mesi, danneggiando irreparabilmente le major discografiche;
fra questi estremi, c'è tutto un mondo che cerca di farsi
sentire, pur di riottenere l'utilizzazione di quello che forse
è diventato uno dei programmi più famoso ed amato
nella storia del World Wide Web. Frattanto, mentre si infittisce
ogni minuto la lista delle star favorevoli o contrari alla chiusura
dei server del celebre programma di scambio di files mp3, a
guadagnarci di più in queste prime ore di blocco sembrano
essere proprio gli altri concorrenti, primo fra tutti Gnutella,
che ha visto letteralmente triplicarsi il numero di iscritti
nel giro di mezza giornata (!!!). <<I nostri server si
stanno intasando - commenta un tecnico della società
produttrice di Gnutella - Abbiamo dovuto aggiornare e moltiplicare
al volo il numero di router, per permettere l'entrata (nel sito,
Ndr) degli oltre 1.200.000 nuovi iscritti. Credo sia il più
grande numero di iscrizioni giornaliere della storia del web>>.
Sono numeri, questi, che dovrebbero far riflettere chi tutto
questo lo ha provocato. Quello che le Major discografiche dovrebbero
capire è che ormai la condivisione e lo scambio di materiale
di ogni tipo tramite il web è un fenomeno irrefrenabile,
praticato quotidianament da oltre 25 milioni di persone nel
mondo, e la chiusura di un solo sito non potrà mai arrestare
un movimento che vive di vita propria. Semmai, tutto l'accanimento
creato intorno a Napster non ha fatto altro che trasformarsi
in una enorme cassa di risonanza pubblicitaria, che ha reso
la situazione popolare come non mai. Forse l'unica cosa che
si potrebbe fare è andare incontro agli utenti, cercando
di ritornane al passo con i temi creando magari una struttura
"legale" che regolamenti la situazione. La rivoluzione
ormai c'è stata, ed indietro non si potrà più
tornare...
(29/7/2000)