Sting
perde la "battaglia del Dominio"
Il fenomeno dei Cybersquatting da diversi anni rappresenta l'altro
ago della bilancia della ecessiva democrazia presente in rete.
Chi sono costoro? Nella maggior parte dei casi si tratta di
navigatori sconosciuti che negli anni scorsi hanno registrato
nomi di centinaia di marchi famosi, per poi sperare di rivenderli
a chi si compete ricavandoci un bel gruzzoletto. Fino a poco
tempo fa non esisteva nessun ente capace di evitare i soprusi
di una registrazione "selvaggia" dei nomi di primo
livello; da qualche mese è stata però fondata
la WIPO, una società che fa da garante per la corretta
registrazione dei domini, sanzionando ricatti e tentativi di
estorsioni. Nelle ultime settimane il ruolo della WIPO è
stato determinante per riassegnare ai legittimi proprietari
i nomi, fra l'altro, di Microsoft, Nike, Christian Dior, oltre
che aiutato una miriade di star, ultima delle quali Julia Roberts.
Nei giorni scorsi vi è stata però una eccezione
alla regola. Il tribunale della WIPO ha infatti espresso parere
negativo circa la denuncia fatta dalla popstar Sting, nei confronti
di un giovane, proprietario del sito www.sting.com. In questo
caso infatti, Michael Urvan (questo il nome del ragazzo) da
oltre 5 anni aveva registrato il dominio incriminato. Il motivo?
Urvan è uno dei più famosi giocatori online del
mondo, star delle ultime olimpiadi dei games in multiplayer,
e si da il caso che da oltre 5 anni si faccia chiamare Sting
durante le partite in rete. Da qui la scelta del nome, registrato
quindi in buona fede. Nulla da fare quindi per Sting: dovrà
accontentarsi di un sting.net, (oppure sting.org, o sting.tv,
o...)
(30/7/2000)