Articolo
31 - "Italiano medio"
Sarò
sincero, ad un primo ascolto questo disco mi era sembrato
banale, superficiale e un pò troppo simile al precedente.
La domanda che mi è girata in testa è stata:
"Ma perchè hanno abbandonato l'hip hop (dove la
facevano quasi da padrone) per suonare qualcosa che quasi
certamente farà gridare al tradimento da parte dei
vecchi fans?". Debbo però, almeno in parte, ricredermi:
ad un ascolto più approfondito qualcosa è infatti
cambiato. Certo, sono rimasto dell'idea che l'album non brilli
per originalità, ma mi sono reso conto del fatto che
gli Articolo hanno forse cambiato genere, ma in fondo sono
sempre gli stessi: anche qui, come in tutti i loro precedenti
lavori discografici, con i loro testi riescono infatti a dipingere
un perfetto quadro della nostra realtà.
J Ax se la prende con tutti quelli a cui lui non va a genio
("Canzone del dito"), con la televisione che illude
le persone e vende sogni stagionali ("La nuova stella
del pop"), con il governo ("Sputate al re")
e un pò con tutti gli stereotipi che il nostro Paese
si porta dietro a causa di stampa e tv spazzatura ("Italiano
medio").
Tra gli altri temi trattati, il disagio giovanile ("A
pugni col mondo e Manate") sempre secondo lo stile degli
Articolo, si ricordano amori passati finiti male("Cara
mia ex") e ci vengono dati consigli per crescere bene
("Consigli di un pirla"). Infine una vera "chicca":
un inno al vecchio Commodore64, compagno di giochi di infanzia
degli ex adolescenti degli anni '80, ora sostituito dai moderni
pc e dalle console di ultima generazione.
Tutto sommato, si può insomma dire che "Italiano
medio" è un album abbastanza valido, scorre liscio
e regge a più di un ascolto. Però la mancanza
dei vecchi Articolo31 si comincia a sentire...
Marco
Marino