Paolo Conte - "Elegia"
L'uscita di un album di Paolo Conte è sempre accompagnata da un'atmosfera di serenità e rilassatezza. E' difficile spiegare il perchè di questi sentimenti. Forse perchè Paolo Conte, personaggio schivo e introverso, ci rimane simpatico a prima vista, forse perchè ha sempre qualcosa da raccontarci e lo fa in maniera diretta senza fronzoli, forse perchè ogni disco che compone è pura magia... fatto sta che anche questa volta non ci delude. Tra l'altro l'attesa cominciava a farsi pesante visto che l'ultimo album in studio del cantautore risaliva al 1995, anno in cui usciva lo straordinario “Una faccia in prestito”. Come al solito non si tratta di un album semplicissimo, non contiene la canzoncina che al primo ascolto ti rimane incollata all'orecchio e la canticchi mentre cammini per strada. D'altra parte Paolo Conte non è personaggio da hit parade e neanche lo sfiora l'idea di creare un best seller musicale. Il jazz e le melodie sudamericane sono ancora al centro del suo lavoro, nel quale ritroviamo i generi che piu si confanno al cantautore astigiano. Questa volta pero' lo stile è piu soffuso, piu' nostalgico, come del resto lo stesso titolo del cd faceva presagire. Tra swing, rumba e una buona dose di malinconia scorrono via 13 brani dal sapore inconfondibile tra le quali spiccano la titletrack “Elegia”, la stupenda “Chissà” che si interroga sul futuro dopo la vita, e la tipica “La nostalgia del Mocambo”. Quaranta minuti di brividi corrono lungo la schiena dell'ascoltatore e, ancora una volta, chi ama la musica colta e raffinata riuscirà ad emozionarsi.
Paolo Travelli