Tiziano
Ferro - "111 (Centoundici)"
Alla
seconda prova, quella che tutti considerano quella del nove,
Tiziano Ferro non è nè promosso, nè bocciato...
diciamo rimandato. Il suo nuovo album "111" è
ben strutturato: ha le sue potenziali hit, i suoi bei momenti,
di sicuro bisserà il successo di "Rosso Relativo"
(e forse si spingerà anche oltre), ma ad ascoltarlo
bene c'è qualcosa che non convince. I sentimenti trainanti
di queste canzoni, in cui si nota una maggiore maturità
per quanto riguarda i testi, sembrano essere la malinconia
e la nostalgia, ma quello che salta subito "alle orecchie"
è che Tiziano sembra avere dentro un bel pò
di rabbia da sfogare e tante cose da dire ad alcune persone.
Si percepisce insomma la voglia di dirne quattro un pò
a tutti: a chi lo ha giudicato troppo presto, ad amici e a
vecchi amori. Gli episodi migliori del cd? Di sicuro "Ti
voglio bene", canzone per un falso amico, e le due ballate
"Sere nere" e "Non me lo so spiegare";
quelli peggiori: "In bagno in aereoporto", che sembra
una filastrocca molto ripetitiva, e "Mia nonna".
Anche l'escursione nel jazz "Temple bar" non produce
i risultati sperati: tecnicamente buona, ma non si spinge
oltre. Il tutto è ovviamente trainato dal primo singolo
"Xverso", che ha le qualità che deve avere
un hit radiofonico, ma è tutto lì. Dovendo trarre
delle conclusioni, non si può nascondere un pizzico
di rammarico: con questo album Tiziano non fa certo quel salto
di qualità che tutti si aspettavano, ma dimostra comunque
di avere un grande talento che ci lascia convinti del suo
ruolo di primo piano nel futuro della musica italiana.
Marco
Marino