Max
Gazzè - "Max Gazzè"
Max
Gazzè
è sicuramente uno dei personaggi più interessanti della musica
italiana degli ultimi anni. Ha un modo di cantare e di interpretare
la melodia italiana, molto originale. E il suo ultimo album,
intitolato semplicemente "Max Gazzè"
lo conferma. Ritmiche originali e intense, melodie armoniche
dove chitarre punk e orchestre d'archi si fondono bene, una
voce dolce e testi molto poetici. E la poesia assieme alla fantasia
e all'ironia, sono le costanti dell'album di Max. Ecco così
il "Timido ubriaco", canzone molto apprezzata all'ultimo
Sanremo, dove si parla di un timido che solo dopo una sbornia
riesce a insultare il rivale; oppure la divertente "su un
ciliegio stanco" dove si parla di un impiegato che dopo
aver preso lo stipendio si compra duemila liquerizie e va a
mangiarsele su un ciliegio, appunto... e che dire dell'ironica
"L'uomo piu furbo" dove Max ci descrive i producer anni
80, che si pavoneggiano circondate da donne bellissime, ma che
poi sono rifiutati dall'unica donna che amano, o di "Elemosina",
canzone scritta su una bella poesia del poeta maledetto francese
Sthephane Mallarmè. L'unica cosa che manca forse, è il brivido
della novità: ascoltando l'album infatti si ha la sensazione
che tutte le canzoni in fondo si assomiglino. Se all'inizio
la voce e le filastrocche di Gazzè possono risultare piacevoli
e divertenti, poi affiora qualche segno di stanchezza e sorge
il dubbio di trovarsi di fronte a un album energico e raffinato
ma un po troppo "monocorde" che alla fine può risultare monotono
e ripetitivo.
Marco
di Mauro