Courtney
Love - "America's Sweetheart"
Questo
album ha qualcosa che non convince...
L'impatto iniziale non è dei migliori: ti fa quasi
venire voglia di rivedere le Hole di nuovo insieme e di tornare
a quegli anni in cui la musica di Courtney Love sapeva ancora
di qualcosa. Le cose però cambiano col passare del
tempo... più lo ascolti, più sembra conquistarti
a poco a poco, facendoti entrare nella testa i suoi riff di
chitarra e i suoi ritornelli accattivanti.
La produzione del disco è affidata a due personaggi
che sanno il fatto loro: Bernie Taupin (da sempre paroliere
di Elton Jonh) e Linda Perry, che da un pò di tempo
è presente in gran parte delle uscite discografiche
al femminile.
Si parte con il primo singolo estratto, "Mono",
dove Courtney chiede se si è sentita la sua mancanza
domandando a Dio una canzone per dimostare di essere meglio
del suo defunto marito Kurt Cobain. C'è poi "Hold
On To Me", canzone che sembra fatta apposta per conquistare
tutte le radio, il pop-rock di "Sunset Strip", le
urla di "Life Despite God", e il ritmo trascinante
di "All The Drugs". La chiusura è affidata
alla ballata "Never Gonna Be The Same".
"America's Sweetheart" è insomma un cd contrastato,
che alterna momenti buoni a momenti che invece lasciano a
desiderare, e che fa pensare a quanto sarebbe stata diversa
la carriera di Courtney se facesse album di valore con la
stessa frequenza con cui sforna scandali sui giornali...
Marco Marino